Natalya Saprunova
Vincitrice della mostraLa Vita nel Polo del Freddo



Questa serie mostra come un popolo, un territorio e un clima estremo formino un equilibrio vivente. I gesti, le posture e gli abiti testimoniano tradizioni viventi che onorano il freddo. Ciò che domina è una forma di rispetto e di ascolto: la serie rende percettibile l'endurance, l'adattamento e la sensibilità di questa popolazione rappresentata nella sua verità, con una dignità tranquilla.
Abbiamo apprezzato la padronanza dei volumi, delle texture e della luce.
La tavolozza cromatica contribuisce fortemente a questa unità. I bianchi e i grigi freddi, punteggiati da alcuni colori provenienti dai vestiti tradizionali, instaurano un'atmosfera allo stesso tempo realistica e leggermente onirica. La luce, sempre morbida e avvolgente, rivela le minime variazioni della neve e del ghiaccio. Conferisce all'insieme un carattere pittorico che dona a ogni scena una profondità quasi narrativa.
Natalya Saprunova, fotografa documentarista con sede a Parigi, è cresciuta nella regione artica della Russia, sulla penisola di Kola. Ha iniziato la sua carriera come fotogiornalista prima di trasferirsi in Francia nel 2008, poi ha lasciato un posto nel marketing per dedicarsi interamente alla fotografia.
Dal 2019, ritrae i paesaggi nordici della sua infanzia, viaggiando da sola e adottando i modi di vita locali per instaurare un rapporto di fiducia con le comunità che fotografa.
Diventata cittadina francese e laureata nel 2020 in fotogiornalismo documentario presso l'EMI-CFD di Parigi, sviluppa un approccio etnografico incentrato sull'identità, i diritti umani, l'ambiente, il cambiamento climatico, la giovinezza, la femminilità e la spiritualità.
Il suo lavoro è esposto a livello internazionale e ha ricevuto diverse distinzioni, tra cui il Canon Female Photojournalist Grant al festival Visa pour l'Image.





















